il 4 marzo, la prossima domenica arriva l'election day.
Stupisce e irrita leggermente questa tendenza governativa a inglesizzare termini che hanno una loro versione italiana.
Election day sarebbe traducibile facilmente con Elezioni.
Job act come legge sul lavoro.
Mi auguro che non si pensi di abituare gli italiani alla lingua inglese con queste scorciatoie perchè è sicuramente sbagliato.
Andremo a votare, dopo 4 anni di un governo che risulta essere molto criticato.
Renzi è arrivato come il messia, l'uomo nuovo, il rottamatore, l'uomo delle riforme.
Purtroppo non ha carisma, è un bamboccione che tendenzialmente pensa ancora di essere negli scout. Una volta fatta la dicotomia tra buoni e cattivi, difende chi sta con lui (specialmente se è bionda) e affonda chi lo critica, anche andando contro gli interessi del partito politico in cui milita, che rappresenta le preferenze di milioni di cittadini.

Con l'eredità di un passato durante il quale, come  nessun altro partito, ha aiutato la formazione di un paese democratico come il nostro.
Effettivamente ha fatto tante riforme, non tutte sono piaciute, ma alcune si: di questo nessuno sembra avere memoria.
Ed è durato 4 anni.
La famosa ricerca della governabilità ora sparita dal lessico politico.
Del resto se per dibattito politico intendiamo i talk show che ormai da anni contraddistinguono i palinsesti italici, una cosa come la governabilità, ma come del resto ogni altro fenomeno, ha vita corta.
Bisogna alimentare gli scontri, mostrare italiani indignati perché non abbastanza coccolati dal governo, sia esso nella forma statale, regionale, provinciale comunale, rionale....
Così che ci sia qualcosa da cui blaterare, un argomento da scegliere per essere sicuri di essere protagonisti per qualche minuto nelle nostre personali tribune politiche, al bar, in famiglia, con gli amici, sui social..
Certi che quello che fa notizia sono le brutte notizie (una delle regole della comunicazione) e che abbiamo la memoria corta, sempre più corta a causa del flusso continuo di nuove informazioni (che poi più che altro sono indiscrezioni, quasi mai precise o totalmente corrette, destinate a colpire la nostra attenzione nel tentativo di orientare per un attimo l'opinione pubblica).
Chi vince le elezioni è da sempre quella parte di elettorato che è indeciso fino all'ultimo.
La fazione che ha nella sua morale personale determinati valori voterà in un modo. Nonostante tutto. E viceversa.
E poi abbiamo il popolo degli indecisi, i bipolari (non lo dico io, questo particolare concetto è del linguista Lakoff), che figli di una disconnessione interna, decideranno gli esiti delle prossime elezioni.
I think tank dei politici lo sanno e studiano a tavolino azioni in grado di colpire gli utenti/cittadini, che riescano ad attirare la loro attenzione, anche temporaneamente ma in modo da lasciare una traccia seppur debole, un indizio che convinca il bipolare quale parte scegliere.
E così abbiamo gli adepti del nano (non posso che definirli così, dopo tanti anni e tante disgustose e palesemente amorali attività del soggetto) che continuano a pensarlo un imprenditore in grado di gestire il futuro del paese. Anche dopo aver scoperto che durante i suoi governi il suo patrimonio personale è aumentato esponenzialmente, anche se sanno che non ha più argomenti da decenni per intrattenere squadre di giovani donne sue mantenute e che gli invidiano, neanche tanto di nascosto. O attivisti che continuano a seguire i dettami di una lega che ha dimostrato negli anni la sua pochezza, e di aver sfruttato la voglia di cambiamento degli italiani per poi diventare esattamente come coloro che criticavano e a cui volevano anteporre il loro, all'inizio almeno così promettevano, turgido fallo.
O la nuova generazione di contestatori, stavolta irretiti da un comico, che facendoci ridere denunciava il malaffare politico. E risolveva tutto con un vaffanculo. E promettendo la democrazia diretta attraverso il web.
Peccato che siano solo palle: non tutti hanno il pc, non tutti solo perché hanno il pc e una mail sono in grado di sfruttare a pieno le potenzialità del mezzo e tanto meno sono in grado di comprendere a sufficienza gli argomenti che dovrebbero trattare insieme con la struttura di un movimento che ha natura dinastica. Che ha solo fatto danni ovunque ha raggiunto posizioni di potere per incompetenza o mancata convinzione personale nelle promesse fatte. E l'unico vero merito di aver infinocchiato elettori e politologi incompetenti di informatica che si sono rifatti il look sparlando di blog e forums.
Della destra non credo valga la pena fare un'analisi. E' il solito gruppuscolo di fanatici repressi, che non vuole capire che il mondo cambia e che è sempre stato così. Sono da sempre destinati a sparire ma trovano continuamente una fonte di finanziamento e di ispirazione da una classe sociale elitaria che approfitta delle loro energie per curare i propri interessi, personalissimi.
Io personalmente voterò chi aspira a portare nel nostro paese più libertà ed eguaglianza.
O che vuole più Europa, un'europa politica e non solo economica.
Sono entrami progetti a lunga scadenza: uno cerca di cambiare la condizione sociale del nostro paese, che è poi la base di tutto.
L'altra vuole dare più potere ad un sogno, una realtà fatta di più di 500 milioni di persone diverse, che non si fanno più guerra da 60 anni, che però può solo diventare una, con le sue differenze e con le sue peculiarità ma con la sua specificità, la volontà di creare un nuovo mega ente in grado di alterare le vecchie logiche strategiche.