28 maggio 2018


Ieri il presidente Mattarella ha, giustamente, ritenuto non proponibile il governo proposto da due personaggi che dopo un lungo lasso di tempo per preparare un'ipotesi di governo e che dopo aver protestato contro i governi tecnici ne proponevano uno tecnico.

Due personaggi  che nonostante abbiano preso i voti degli italiani con promesse quali la flat tax e il reddito di cittadinanza, decisamente irrealizzabili, rivendicano tali preferenze dichiarandosi legittimati dai cittadini e anzi pretendendo di essere onnipotenti.
E che addirittura blaterano di impeachment senza neanche sapere che non  ci sono le prerogative nella nostra Costituzione.
Ma per loro non importa la veridicità del messaggio: l'importante è apparire, fare spettacolo.

Due personaggi creati espressamente per lo show che è divenuta la politica in Italia negli ultimi anni.
Dopo pochi minuti dalla comunicazione del Presidente Mattarella, infatti i due signori, complici nella grande truffa-illusione proposta all'elettorato, si sono scatenati sui media, di fronte a telecamere affamate di dichiarazioni velenose.
Che le hanno subito rimandate in onda da bravi professionisti del gossip, manipolatori del consenso, in un paese dove dominano la scena politica influenzandola profondamente.
Durante programmi fatti appositamente, piene di, a volte veramente improbabili, neo-esperti di diritto costituzionale, micro e macroconomia, scienze politiche.

Nei quali dissertare di messa in stato di accusa, spread, di poteri forti che ci dominano dall'Europa e scoprirsi improvvisamente black bloc o anarcoinsurrezionalisti contro la finanza mondiale.
Il signor A, ad oggi leader di un movimento, si presenta come responsabile del governo ma che non parla correttamente neanche l'italiano. E diventato capo pro forma di una fazione politica che si pretende democratica ma non lo è (la democrazia diretta di sui si vanta non è praticabile - nel nostro paese, ma neanche altrove, per ora: ne è la dimostrazione palese il fatto che i partiti di origine tedesca o spagnola che hanno utilizzato il concetto di democrazia diretta per via telematica hanno tutti perso voti dopo un iniziale successo fino a a scendere sotto percentuali da 1 cifra).

Il signor B, il portavoce dei padani, quelli che avevano iniziato conquistando piazza San Marco a Venezia con un finto carro armato, il rappresentante di quelli che inneggiavano al Vesuvio e alla sua capacità di fare danni sui territori e tra la popolazione locale, che ha preso il posto di quel giovane signore forse laureato in Albania (quello delle competenze fasulle si è rivelato una caratteristica anche dei loro associati a dire il vero...)
Quello con le magliette geolocalizzate in caratteri capitali e la fidanzata che gli stira le camicie tra un programma tv e l'altro, sempre in favore di camera o di macchina fotografia,..
Due personaggi che abbiamo imparato a riconoscere perchè proposti negli ultimi mesi continuamente dai media.
Mai come in questi anni la politica è diventata circo mediatico, creata e gestita dai padroni del vapore della comunicazione...
In tv oggi tutti i programmi avevano una finestrella in alto a destra puntata sulla porta del Presidente della Repubblica in attesa di novità.
Quasi come quando durante le gare del MotoGP si lascia la finestrella per permettere allo spettatore di intravedere in uno schermo ridottissimo quanto accade in pista pur di lasciare spazio agli già onnipresenti spazi pubblicitari.


La politica è ormai un argomento gestito come i talent-show  e le gare culinarie.
Vale solo chi ha più presenza on air (sia video o web) e fa più audience.
In comunicazione questo fenomeno di chiama personalizzazione del leader, che diventa protagonista di tutto, l'emblema da usare sempre.

Il punto di riferimento costante.
E' tendenza globale.
Ma rispetto a buona parte del resto del mondo occidentale,  è necessario evidenziare per quanto riguarda il nostro paese che la comunicazione di massa qui da noi è in mano a pochi.

E questi pochi fanno esclusivamente i propri interessi.
Con il risultato che da elettori siamo diventati spettatori televotanti.
La politica non è più fatta di programmi, di contenunti.
le poche proposte contenute negli scarni programmi - ma potremmo chiamarli palinsesti - diventano temi per lo scontro alla base dello spettacolo mediatico offerto in prime time.

Non sono reali opzioni, con conseguenze, e scelte in base a valori.

L'unico metro di giudizio è la a potenzialità di sfruttamento a livello mediatico.

E la quantificazione a livello economico, anche se grossolana, come riferimento tangibile.


Che la flat tax non sia tecnicamente applicabile in un paese dove tutti cercano di non pagare le tasse e con tassi di evasione altissimi, senbra non interessare nessuno.
Che il reddito di cittadinanza non potrà mai essere realmente applicato considerato lo stato della nostra economia sembra non interessare nessuno.
Quello che conta è che ci sia di che parlare nei talk show, in un continuo scontro testa a testa dei personaggi prescelti per fare parte dello spettacolo.
Che possano rilasciare dichiarazioni roboanti, poco importa se vuote  di reale contenuto, importante è che che impressionino lo spettatore confondendolo, allontanandolo dai reali problemi.
Basta che i due protagonisti possano insultarsi a vicenda, magari indirettamente, attraverso commenti di altri personaggi, gli esperti, che legittimano con il loro parere lo scontro adducendo motivazioni spesso infondate ma sufficenti a permettere che lo spettacolo continui.

La politica talent-show...

Purtroppo questo modo di interpretare e sfruttare la politica gestito dai pochi mogul e scarsissimi talent scout limita moltissimo l'offerta e non fa differenze tra le "forze politiche", e per il cittadino la situazione in vista delle prossime elezioni è sempre più avvilente.

Il futuro non si presenta roseo ne portatore di alternative convincenti al momento.


Quest'anno poi non c'è neanche il Mondiale di Calcio che occupa il tempo prezioso dei cittadini...